I piatti tipici della tradizione italiana, sono spesso i più gustosi, ma spesso sono dimenticati perché un po’ troppo impegnativi nella preparazione. Un piatto poco conosciuto (esclusa la sua zona d’origine) è quello degli Sciatt Valtellinesi, delle gustose frittelle con un tenero cuore di formaggio. Possono essere utilizzati come antipasto, per accompagnare un aperitivo o come gustoso secondo accompagnato da insalata fresca. Per preparare gli Sciatt per 8 persone servono:

  • 450 gr di farina di grano saraceno (si trova in qualsiasi supermercato);
  • 220 gr di farina bianca 00;
  • 450 gr di formaggio. La tradizione prevede l’utilizzo di Bitto o Valtellina Casera. Si tratta di due formaggi molto profumati dal sapore intenso con diverse caratteristiche che li rendono unici. Cercate di trovare uno dei due, diversamente la ricetta perderebbe tutto il suo gusto originale.
  • 30 ml di grappa non aromatizzata;
  • 1 bicchiere di acqua gassata;
  • 200 ml di birra chiara. Questa è il vero segreto della ricetta: solo grazie a lei l’impasto di gonfia e resta croccante e leggero. Proprio per questo motivo serve qualcosa di unico. Per esser sicuri di avere di avere l’ingrediente giusto, potreste  produrla da soli, grazie ai kit che si trovano su https://www.agristorecosenza.it/attrezzaturabirra-homebrew: con questo metodo non si sbaglia di sicuro.
  • Circa 1/2 litro di olio per friggere. La quantità dipende dal tegame che usate. Per un’indicazione di massima tenete conto che devono esserci circa 3 dita di olio nel tegame che utilizzate per friggere. Usate l’olio extravergine d’oliva, evitando quelli di semi;
  • sale e pepe.

In una ciotola unisco le due farine e, sbattendo con una forchetta, aggiungo la grappa, poi, lentamente, l’acqua e la birra. Mescolo fino a ottenere una pastella cremosa, omogenea e non troppo liquida. In un tegame a bordo alto verso l’olio e lo metto sulla fiamma vivace per scaldarlo.

Nel frattempo elimino la crosta dal formaggio e lo taglio a cubetti di 2  centimetri per lato. Passo i cubetti nella pastella (mi aiuto con un paio di forchette), lascio sgocciolare la pastella in eccesso e poi lo tuffo nell’olio bollente. L’olio deve essere molto caldo altrimenti le frittelle non verranno belle croccanti. Nel dubbio provate a far cadere una goccia di pastella e vedete subito se l’olio ha raggiunto al giusta temperatura.  I dadi di formaggio vanno cotti per circa 5 minuti. Ne metto a friggere pochi alla volta, per non abbassare troppo la temperatura dell’olio. Man mano che gli Sciatt sono pronti, li dispongo in un vassoio ricoperto di carta assorbente e li tengo al caldo nel forno preriscaldato a 150°, ma spento. Lasciate lo sportello leggermente aperto altrimenti l’umidità influirà negativamente sulla croccantezza delle frittelle.

Una volta fritti tutti, li metto in un piatto di portata con qualche fogliolina di radicchio come base, salo, pepo e porto in tavola. Sono molto gustosi e anche nutrienti, ma attenzione quando li mordete! All’interno il formaggio è bollente quindi evitate di scottarvi. Quando il freddo bussa alla porta e ci si trova con gli amici attorno ad un bel camino scoppiettante, Sciatt e Valtellina Superiore Sassella aiuteranno a creare un ambiente caloroso e goloso.

Una piccola curiosità: in valtellinese Sciatt vuol dire rospo! Il nome è dovuto alla forma che prendono queste frittelle durante la cottura.

La carne suina è la più versatile che ci sia: arrosto, alla griglia, in umido, al tegame e chi più ne ha più ne metta, non esiste metodo di cottura in cui, la carne di maiale, non possa esprimersi. Ovviamente ad ogni cottura o preparazione, va destinata una parte del maiale e , in questo caso, parliamo delle braciole. È un taglio che si utilizza in prevalenza per le grigliate, ma ha grandi potenzialità e, con un minimo di impegno, si può trasformare in un piatto veramente sublime.

Per quattro persone servono:

  • 4 braciole (circa 150 grammi l’una);
  • 100 grammi di mirtilli. Si trovano anche in barattolo poiché sono utilizzati molto nella cucina nordica. Sono conservati in sciroppo, mantengono una buona consistenza e si trovano tutto l’anno.
  • 3 pere;
  • 30 grammi di farina bianca;
  • 1 bicchiere di vino bianco;
  • Sale e pepe.

Per prima cosa pulisco le pere, le sbuccio, elimino semi e torsoli, le faccio a fette sottili e le salto velocemente in un padellino in cui ho fatto fondere una noce di burro. Dopo due o tre minuti, aggiungo ½ bicchiere di vino e lascio cuocere per 10 minuti. Finita la cottura, passo le pere al frullatore e conservo la purea in un luogo caldo (va bene anche il forno, basta che sia spento).

Prendo le braciole, controllo che non ci siano schegge d’osso (a volte succede che l’osso presenti qualche scheggia che potrebbe staccarsi durante la cottura: meglio evitare) e le passo nella farina. Ne frattempo ho fatto sciogliere una noce di burro in una padella dove posiziono la carne. La rosolo per dieci minuti, girandola due o tre volte, in modo che si insaporisca bene, poi sfumo con il vino bianco e aggiungo sale e pepe. a questo punto si devono inserire i mirtilli. Se sono freschi li lavo velocemente sotto l’acqua, se sono in barattolo li passo al colino e poi li aggiungo alla carne nel tegame e continuo la cottura per 2/3 minuti. Metto le braciole in un piatto di portata, preventivamente scaldato e copro con la stagnola. Velocemente frullo 2/3 del fondo di cottura con i mirtilli. Utilizzo questa salsa per ricoprire le braciole, distribuisco i mirtilli rimasti interi e completo il piatto con delle quenelle fatte con il purè di pere. Questa ricetta, ottima con la carne di maiale che resta morbida e profumata, è adatta anche alla selvaggina. Per dare un tocco “esotico” alla preparazione, si può aggiungere al purè di pere, una spolverata di noce moscata. Questo piatto è perfetto  da abbinare a un corposo Carignano dal profumo intenso.