Spaghetti aglio, olio e caviale, un piatto semplice nella preparazione ma di grande effetto. Il caviale può essere tranquillamente sostituito con le uova di altri pesci  che sono molto più economiche e hanno comunque un sapore molto piacevole. Questa ricetta vi permetterà di fare una figura stupenda, con poca fatica.

Per 4 persono servono:

  • 400 grammi di spaghetti n. 3 o n.5 in base ai vostri gusti;
  • 40 gr di uova rosse e 40 gr nere (scegliete voi il tipo: lompo, carpa, storione, aringa, merluzzo). Alcune hanno un sapore più intenso, come quelle di merluzzo e aringa, altre sono un po’ più delicate, come quelle di lompo;
  • 1 spicchio d’aglio privato dell’anima (se utilizzate quello rosso è più digeribile);
  • Un mazzetto di erba cipollina fresca. Quella secca non avrà lo stesso effetto, sia dal punto visivo (con l’essiccazione perde il verde brillante) sia da quello gustativo (essiccata perde aroma e profumo);
  • 60 ml di olio extravergine d’oliva. In questo caso è particolarmente indicato l’olio di parcodellaperanzana.it. Si tratta di un olio pugliese ottenuto da olive Peranzana ancora verdi che, grazie alla sapiente lavorazione, danno un olio sopraffino e delicato, ricco di proprietà. Quest’olio, infatti, ha effetti positivi sul sistema cardiovascolare, è un antibatterico e antivirale naturale, depurativo, abbassa il colesterolo cattivo e stimola la digestione. Il suo profumo delicato, inoltre, esalta il piatto;
  • Due cucchiai di crema vegetale da cucina. La crema vegetale è molto  leggera e delicata: aiuta a dare un po’ di cremosità senza alterare il gusto;
  • Sale, pepe.

Per prima cosa riempio una pentola d’acqua salata e la metto sul fuoco. Quando l’acqua raggiunge il bollore verso gli spaghetti e li lascio cuocere. Gli spaghetti devono restare al dente, non devono essere scotti, quindi vanno scolati 1 minuto prima della cottura indicata sulla confezione.

Intanto prendo l’erba cipollina, la passo velocemente sotto l’acqua e poi la taglio a pezzetti piccoli, in modo che, quando condiamo la pasta, il suo profumo esalti il piatto.

Prendo un tegame antiaderente, ci metto 20 ml di olio e l’aglio schiacciato. Preferisco utilizzare il succo d’aglio perché libera il suo profumo ma resta più digeribile e meno invadente: anche se l’aglio fa molto bene alla nostra salute, non tutti lo apprezzano. Faccio scaldare i due ingredienti insieme,  aggiungo la crema vegetale, verso gli spaghetti e un paio di cucchiai di acqua di cottura, mescolando velocemente tutto insieme. Mantengo mescolato fino a quando l’acqua si asciuga tutta e si crea un fondo cremoso che va a rivestire gli spaghetti, questo aiuterà a “trattenere“ il condimento.

Quando il fondo di cottura si è addensato, spengo il fuoco, aggiungo l’olio rimasto, l’erba cipollina, il pepe macinato fresco e le uova di pesce. Mescolo ancora accuratamente e il piatto è pronto e bello colorato. Ricordate che è un piatto che si raffredda velocemente, proprio per questo motivo va consumato immediatamente, per gustarne appieno i profumi e i sapori. Per una punta di acidità, al condimento si può aggiungere un trito di scorza di limone o, ancor meglio, di cedro. Per un pranzo elegante, l’abbinamento con un Fiano d’Avellino è ottimo, un binomio che vi riporterà alla mente i profumi e la bellezza del mare.

 

 

 

Nelle fredde giornate invernali, una bella zuppa corroborante è quello che ci vuole! Non parlo di una zuppa di verdure, stile minestrone, che fa molto bene, ma non a tutti piace. Parlo di  una zuppa al forno, un piatto particolare, ricco di profumi che si fondono tra loro. È un piatto ricco,  che si utilizzava spesso nelle fredde  vallate montane. Oggi è un piatto particolarmente raro, ma intatto nella sua bontà.

Per preparare la Zuppa montanara per quattro persone, servono:

  • 500 grammi di cavolo verza tagliato a listarelle molto sottili;
  • 150 grammi di Fontina o, in mancanza, qualsiasi formaggio vaccino a pasta grassa (ottimo anche il Puzzone di Moena);
  • 8 fette di pancetta affumicata tagliate leggermente sostenute;
  • 10 grammi di porcini secchi ammollati in acqua tiepida;
  • Due fette di lardo;
  • 4 fette di pane montanaro. Non si deve utilizzare il pane fresco perché comprometterebbe la riuscita della zuppa, meglio usare pane raffermo;
  • 2/3 mestoli di brodo di carne;
  • Sale, pepe.

Trito il lardo molto finemente e lo faccio rosolare in una padella a fuoco molto dolce. Mescolo spesso con il cucchiaio di legno fino a quando il lardo incomincia a diventare trasparente. A quel punto aggiungo i porcini tritati e ammollati e la verza. Faccio insaporire il tutto per 4/5 minuti, mantenendo sempre mescolato. Aggiungo due dita d’acqua e faccio cuocere per 15/20 minuti fino a quando la verza inizia a rosolarsi e i porcini hanno rilasciato tutto il loro profumo. Trito finemente la pancetta affumicata e taglio il formaggio a cubetti. Accendo il forno a 180°.

Prendo le fette del pane raffermo, le taglio a listarelle di mezzo centimetro. Prendo un contenitore di terracotta (potete utilizzarne anche quattro piccoli, uno per persona) lo fodero di pane che spolvero con un po’ di trito di pancetta. In questo modo, una volta nel forno, la pancetta si scioglierà aromatizzando il pane. Dopo la spolverata di pancetta aggiungo  uno strato di verza, uno di formaggio e continuo ad alternare pancetta, formaggio e verza fino a terminare gli ingredienti. Tenete conto che lo strato finale deve essere sempre di formaggio.  Aggiungo il brodo lentamente, versandolo sul lato della pentola, in modo che venga assorbito pian piano dal pane e metto nel forno per un’ora. Finita la cottura, la zuppa avrà fuso i suoi ingredienti, creando una bella crosta dorata in superficie che racchiude una morbida consistenza di sapori e profumi. La zuppa va consumata calda ed è fantastica accompagnata da un Chambave Rosso.